giovedì 7 luglio 2016

Potere rotatorio specifico

Fin dai primi studi di isomeria ottica si verificava che la proprietà di uno stereoisomero di ruotare il piano della luce polarizzata derivava da diversi fattori, per esempio per una certa sostanza questa proprietà dipendeva dalla lunghezza d'onda della luce usata, dalla temperatura, dalla concentrazione della sostanza e ancora dal solvente in cui l'isomero era disciolto, questo anche per solventi apparentemente inerti. Ovviamente questo potere rotatorio variava da sostanza a sostanza. Si era anche osservato che il potere rotatorio, che chimeremo α (alfa), era proporzionale in maniera lineare alla lunghezza della cella in cui veniva posto il campione (l)  e alla concentrazione della soluzione del campione (c):
α= c * l * K

In questa formula compare una costante di proporzionalità K che è stata poi definita come il POTERE ROTATORIO SPECIFICO della sostanza. Ogni sostanza otticamente attiva ha un suo potere rotatorio specifico. Per convenzione, il potere rotatorio specifico viene misurato a 20°C e alla lunghezza d'onda di 589 nanometri, che è la frequenza di assorbimento della linea D del sodio (giallo). Questi parametri fanno da riferimento. Il potere rotatorio specifico viene inoltro indicato tra parentesi quadrate. Dalla formula precedente, si avrà quindi:


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